Il cervello durante l’orgasmo: cosa succede davvero in quei pochi secondi?

Il cervello durante l’orgasmo: cosa succede davvero in quei pochi secondi?

Per pochi secondi il respiro cambia, il battito accelera, la percezione del corpo diventa più intensa e tutto il resto sembra passare in secondo piano.

Ma mentre il corpo vive l’orgasmo, che cosa sta succedendo nel cervello?

La risposta è più affascinante di quanto si possa immaginare. L’orgasmo non dipende da un singolo “interruttore del piacere”: coinvolge contemporaneamente diverse aree cerebrali, il sistema nervoso e numerosi messaggeri chimici.

La scienza sta ancora cercando di comprenderne tutti i meccanismi, ma gli studi di neuroimaging ci permettono già di osservare parte di quello che accade prima, durante e dopo il climax.

L’orgasmo comincia molto prima dell’orgasmo

Il primo errore è pensare che tutto inizi nel momento del climax.

Il cervello è coinvolto già nella nascita del desiderio e dell’eccitazione. Immagini, pensieri, ricordi, contatto fisico, odori e contesto possono essere elaborati e trasformati in una risposta sessuale.

Le ricerche mostrano che il desiderio non corrisponde all’attività di una sola zona cerebrale. Entra invece in gioco una complessa rete di aree corticali e sottocorticali.

In altre parole, il piacere non è semplicemente qualcosa che accade al corpo: è un’esperienza costruita dal corpo e dal cervello insieme.

Il cervello si prepara alla ricompensa

Con l’aumento dell’eccitazione entrano in gioco anche i circuiti cerebrali della motivazione e della ricompensa.

Tra i protagonisti troviamo il nucleus accumbens e l’area tegmentale ventrale, due strutture strettamente associate ai circuiti dopaminergici. Studi sull’orgasmo hanno osservato l’attivazione di entrambe.

La dopamina viene spesso chiamata semplicemente “sostanza del piacere”, ma è una definizione riduttiva.

È fortemente coinvolta nella motivazione, nell’anticipazione della ricompensa e in quel meccanismo che ci spinge a desiderare e ricercare qualcosa.

Il cervello, insomma, non aspetta passivamente l’orgasmo.

Lo anticipa.

Poi arriva il climax: il cervello si accende

Ed eccoci a quei pochi secondi.

Uno studio condotto tramite risonanza magnetica funzionale ha osservato che l’attività di numerose aree cerebrali nelle donne cresce progressivamente avvicinandosi all’orgasmo, raggiunge il massimo durante il climax e successivamente diminuisce.

Tra le regioni coinvolte sono state osservate strutture legate alla percezione corporea, alle emozioni, al movimento e alla ricompensa, tra cui:

  • nucleus accumbens;
  • insula;
  • ipotalamo;
  • amigdala;
  • ippocampo;
  • corteccia cingolata;
  • cervelletto;
  • diverse regioni corticali e del tronco encefalico.

È quindi sbagliato immaginare un piccolo punto del cervello che improvvisamente si illumina.

L’orgasmo assomiglia molto di più a un’orchestra.

Diverse sezioni iniziano a suonare insieme e, per un breve momento, l’attività di numerosi sistemi raggiunge il suo apice.

È vero che durante l’orgasmo “perdiamo il controllo”?

È una delle curiosità più interessanti.

Alcuni studi hanno osservato una riduzione dell’attività di determinate regioni prefrontali in alcune condizioni, in particolare durante l’eiaculazione maschile. La corteccia prefrontale è coinvolta in funzioni come pianificazione, valutazione e controllo.

Questo ha contribuito alla famosa idea secondo cui durante l’orgasmo “si spegnerebbe la parte razionale del cervello”.

La realtà scientifica è più complessa.

Uno studio fMRI sull’orgasmo femminile, per esempio, ha osservato un’ampia attivazione cerebrale e non ha trovato prove di una generale disattivazione delle regioni cerebrali durante l’orgasmo.

Quindi no: il cervello non si spegne.

Piuttosto, durante un’esperienza estremamente intensa, attenzione, percezione del corpo, emozioni e sistemi della ricompensa possono momentaneamente diventare predominanti.

Ed è forse proprio questa combinazione a contribuire alla sensazione di “lasciarsi andare”.

Il cocktail chimico del piacere

Dietro l’orgasmo c’è anche una straordinaria attività neurochimica.

Tra i sistemi studiati troviamo dopamina, ossitocina e oppioidi endogeni, che partecipano in modi differenti ai meccanismi del desiderio, della ricompensa e del piacere sessuale.

Gli oppioidi endogeni sono sostanze prodotte naturalmente dal nostro organismo e sono particolarmente interessanti quando parliamo della componente piacevole dell’esperienza.

Una recente revisione scientifica ha infatti approfondito proprio il ruolo dei sistemi oppioidi nella ricompensa e nel piacere associati all’attività sessuale e all’orgasmo.

Ma il processo non termina con il climax.

Cosa succede subito dopo?

Dopo l’orgasmo può comparire una sensazione completamente diversa: rilassamento, soddisfazione e, per alcune persone, sonnolenza.

Anche questa fase ha una spiegazione biologica.

Gli studi hanno rilevato, per esempio, un aumento della prolattina dopo l’orgasmo sia negli uomini sia nelle donne. I ricercatori hanno ipotizzato che possa essere coinvolta nei meccanismi di sazietà sessuale, anche se il suo ruolo preciso è più complesso di una semplice relazione causa-effetto.

È interessante pensare all’intera esperienza sessuale come a un ciclo.

La letteratura neuroscientifica lo ha messo in relazione con tre grandi fasi presenti anche in altre forme di ricompensa:

wanting → liking → satiety

ovvero:

desiderare → provare piacere → sentirsi appagati.

Il cervello passa quindi progressivamente dalla ricerca della ricompensa al piacere e infine alla soddisfazione.

Uomo e donna: il cervello vive l’orgasmo nello stesso modo?

Esistono molte somiglianze nei circuiti cerebrali coinvolti nella risposta sessuale maschile e femminile, ma sono state osservate anche alcune differenze.

Bisogna però evitare conclusioni troppo semplici.

Studiare un orgasmo dentro una macchina per la risonanza magnetica non è esattamente semplice.

Movimenti della testa, differenze individuali, modalità della stimolazione e durata variabile dell’orgasmo rendono questo campo particolarmente difficile da studiare. Inoltre, alcuni degli studi disponibili hanno campioni piuttosto piccoli.

Per questo la neuroscienza dell’orgasmo continua a evolversi.

Ed è proprio ciò che rende l’argomento così affascinante.

Quindi l’orgasmo avviene nel corpo o nella mente?

Probabilmente questa è la domanda più interessante di tutte.

E la risposta è: in entrambi.

Il corpo invia informazioni al sistema nervoso, il cervello le elabora insieme a emozioni, attenzione, aspettative e contesto, mentre diversi circuiti contribuiscono alla costruzione dell’esperienza del piacere.

Ecco perché la sessualità umana non può essere ridotta esclusivamente a una questione meccanica.

La stessa stimolazione può essere vissuta in maniera completamente diversa in momenti, situazioni o persone differenti.

La cosa più sorprendente?

Forse non è quanto sia potente l’orgasmo.

È quanto sia complesso.

In una manciata di secondi possono incontrarsi sensazioni corporee, memoria, emozioni, ricompensa, movimento e una cascata di segnali neurochimici.

Pensiamo all’orgasmo come a qualcosa che riguarda soprattutto il corpo.

La neuroscienza ci racconta invece qualcosa di molto più interessante:

il piacere è una delle esperienze più complete che il cervello umano sia capace di costruire.

E forse conoscere meglio ciò che accade dentro di noi è già un modo diverso di vivere il piacere: con maggiore curiosità, consapevolezza e libertà.

Seduxya – Il piacere comincia dalla conoscenza.